Lucifer, aka rushiferu. 24. Studentessa.
Anime/manga/ videogames/libri/films.
Musica, fin troppa. Scrive. Grafica. Chatta.
EFP. 13th struggle.
Studia giapponese. そうだな.

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Prima versione del nuovo blog (già.) dedicata a quello che è e sarà sempre un mio chiodo fisso, forevah: Saint Seiya!
Il soggetto di questa threesome-burger sono Aioros, Aioria e Shura. Belli loro!
Stranamente non ci sono colonne sonore, questa volta, ma penso che possiate tranquillamente gustarvi questa grafica con qualsiasi sottofondo, in primavera, in estate e sì, roviniamoci, anche autunno-inverno! ;D



Networking


Undisclosed Desires per una wishlist piena di stile.
Insane Wonderland per tutti quelli a cui piacciono i miei lavori di grafica.
Ninpou per dare spazio a tutti quelli che lavorano per permetterci di creare grafiche web.
Teh 13th Struggle per chi non smette mai di combattere.

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The Small Is Beautiful Manifesto

Read the Printed Word!

Kingdom Hearts 30 Days Meme – Day 06 : Favorite land
October 2, 2011, 2:21 am

Ovviamente, perché amo Roxas e perché vorrei viverci. XD


nothing?

 
Kingdom Hearts 30 Days Meme – Day 05 : Character you would be enemies with
October 1, 2011, 1:36 am

 

BAdate bene, io voglio bene a Terra (nonostante le imprecazioni che gli tiro dietro ogni volta che gioco con lui) ma, sinceramente, il mio affetto per lui non riesce a sopperire al fatto che vorrei prenderlo a calci nelle palle la maggior parte delle volte che apre bocca.
A nulla vale anche l’ascendente sessuale che ha su di me in quanto gran bel pezzo di poligono animato. Cioè, non si può DAVVERO, essere così stupidi da cadere continuamente vittima di ogni villano esistente! Se una si chiama MALEFICA, forse non dovresti fidarti di lei, FORSE.
Se si chiamava APPENATIGIRITIINCULO, Terra sarebbe stato capace di girarsi e piegarsi a raccogliere un munny. ORA.

 


nothing?

 
Kingdom Hearts 30 Days Meme – Day 04 : Character you are most like
September 30, 2011, 11:23 pm


I miei amici dicono che assomiglio ad Axel ma non capisco proprio perché. ò___ò

Io, di mio, sceglierei Riku ma visto che 2 su 2 mi dicono Axel, allora… XD


nothing?

 
Kingdom Hearts 30 Days Meme – Day 03 : Least favorite character
September 29, 2011, 12:52 am

Spero che morire sia stato doloroso 10 volte di più rispetto a quello che hai fatto a Roxas, stronzo. D:


nothing?

 
Kingdom Harts 30 Days Meme – Day 02: Favorite character
September 28, 2011, 3:22 pm

E’ troppo difficile scegliere…


nothing?

 
Kingdom Hearts 30 Days Meme – Day 01: Favourite Kingdom Hearts game
September 27, 2011, 11:07 pm

Day 01 – Favorite Kingdom Hearts game

Day 02 – Favorite character

Day 03 – Least favorite character

Day 04 – Character you are most like

Day 05 – Character you would be enemies with

Day 06 – Favorite land

Day 07 – Favorite heartless

Day 08 – Most difficult boss battle

Day 09 – Favorite music

Day 10 – Favorite original Disney character

Day 11 – Favorite original Final Fantasy character

Day 12 – Character you wish would be crossed over

Day 13 – Favorite summon

Day 14 – Favorite magic

Day 15 – Favorite form

Day 16 – Favorite clothing worn by any character

Day 17 – Favorite intro

Day 18 – Favorite pairing

Day 19 – A picture of a Kingdom Hearts cosplay

Day 20 – Character you would cosplay as

Day 21 – Organization member you would get rid of

Day 22 – The scene that made you happiest

Day 23 – The scene that made you the saddest

Day 24 – Favorite key blade

Day 25 – Favorite gaming system to play Kingdom Hearts on

Day 26 – Favorite official art

Day 27 – Favorite fan art

Day 28 – Favorite voice

Day 29 – Least favorite voice

Day 30 – What Kingdom Hearts means to you // How has it changed you?

 

Day 01 – Favourite Kingdom Hearts game


nothing?

 
Cimici o Chimichanga?
September 25, 2011, 1:49 am

La mia lista di cose da fare prima di tirare le cuoia è all’80%, domani o lunedì la posterò.
Ho catturato 6 cimici. Odio le cimici.


nothing?

 
Essere in pace con sé stessi a volte significa intraprendere un viaggio doloroso
September 23, 2011, 10:48 pm

Ogni tanto mi chiedo: riusciremmo mai a essere noi stessi senza aver paura di quello che gli altri possano dire/pensare di noi?
Negli ultimi anni, la mia percezione e sensibilità nei confronti di questo agromento si è fatta più alta. Credo per una serie di motivi che hanno protato il mio sicurissimo Io a scoprirsi una poltiglia maciullata sotto le scarpe di altri.
Ho perso molte persone in questi anni, amicizie andate a vuote, deteriorate o recise e gettate nel cestino.
Molte di queste decisioni sono state prese da me medesima, in seguito a scontri armati tra lingue taglientissime, atti più o meno stronzi e cattiverie gratuite.
Liberata dalla zavorra, mi sarei dovuta sentire come un cigno che impara a volare, invece è successo tutto il contrario.

Fino ad un certo punto della mia vita, non mi ero mai interessata di come potevo apparire fuori ma mi sono concentrata sul “dentro” riuscendo, in alcuni casi, a cambiare aspetti di me che consideravo disgustosi. Perdere così tanti amici, però, ha suscitato in me l’insicurezza tipica che nasce quando si è soli. Quello che avevo costruito fino a quel momento non esisteva quasi più se non per delle fragili fondamenta che ancora riuscivano a stare in piedi.
In quel momento, quando ho cercato di guardarmi, mi sono resa conto che la devastazione del “dentro” era solo l’inizio: tutto ciò che c’era “fuori” era qualcosa che non ero in grado di spiegare. NOn sapevo spiegarmi come mai fossi arrivata al punto di trovarmi orribile.
E da quel giorno, niente è stato come prima.
Ho cominciato a entrare nel meccanismo che ha intrappolato il 98% della popolazione mondiale: cosa pensa la gente, guardandomi?
Improvvisamente, questo quesito è diventato fondamentale, nella mia vita.

Mentre ricostruivo quello con cui avevo più dimestichezza, ovvero il mio Io, ho cominciato a sperimentare la paranoia di chi ha il terrore di essere guardato. Ogni volta che sentivo qualcuno ridere pensavo lo stesse facendo di me. Scappavo.
Ricordo pianti non indifferenti nei bagni dell’università, ricordo giornate in cui l’umore sfiorava il catastrofico.
Tutt’ora, quando le cose non vanno particolarmente bene, sento l’irresistibile desiderio di rinchiudermi da qualche parte a piangere.
Sono stata malissimo per mesi e mesi, cercando di trovare un modo per uscire da quel mondo di sguardi, di sussurri, di sorrisi crudeli da cui ero ossessionata.
LA verità? Forse non mi guardava nessuno.
E lì ho comrpeso qual’era il problema: nessuno mi guardava.
In questo punto esatto, la paranoia, la paura, tutto ha cominciato a cambiare nuovamente. Ora ero io che mi chiedevo cos’ero diventata.
Questo mi ha messo una serenità che, ancora oggi, riesce a calmare ogni accenno di paranoia o psicodramma.
Quando il “come sono” è diventato un MIO problema, e non degli altri, mi sono accorta che potevo fare qualcosa per cambiare.
Sicuramente il merito di questo va al fatto di essere riuscita a ricostruire lo scheletro, il “dentro”, il mio Io. E SOLO ED ESCLUSIVAMENTE grazie alle persone che mi vogliono bene.
Adesso scherzo sul mio aspetto mentre cammino, non senza incespicare, verso il raggiungimento dei miei obbiettivi. E anche se i risultati sono lenti, io sono felice. Sono felice anche solo di poter pensare di riuscire a diventare qualcuno che mi SENTO di essere, anche se ancora non lo sono.
Keep on trippin.

Quindi mi chiedo di nuovo: riusciremmo mai a essere noi stessi senza aver paura di quello che gli altri possano dire/pensare di noi?
Riusciremmo mai a non aver paura di essere come siamo? A non avere il timore di mostrarci agli altri per quello che siamo, con i nostri difetti e i nostri pregi?
Riusciremmo a non fingere di essere persone diverse, solo per non sentirci DIVERSI?
Amare cose che gli altri ritengono “sfigate” , senza vergognarcene? Urlare a squarcia gola quello che siamo, quello che amiamo, quello che ci appassiona realmente, senza la preoccupazione di non andare bene a qualcuno?
Io penso di sì. Nel mio piccolo, lo sto facendo, perché io non ho paura di quello che sono (sono: insieme di fisicità e spiritualità, insieme di cose che amo e cose che disprezzo, ecc…), per questo posso decidere di essere qualcosa di diverso. Perché lo farei per me, non per gli altri.
Non ho paura di dire che a 24 anni amo i vidogames, le fanfiction, i vestiti da gavanelli, nerdeggiare, stare con gli amici COME ME. La mia muscia, il mio mondo, il mio ESSERE. Non ho paura di gridarlo al mondo, perché sono così, non ptorei essere diversa, perché io mi vado bene così. E quello che non mi va giù, lo cambio.
Io osno così, senza vergogna. Con complessi, ma senza vergogna.
E voi?

Everytime I think I’m through
It’s because of you
I’ve tried different ways
But it’s all the same
At the end of the day
I have myself to blame
Keep on trippin


nothing?

 
Che fatica crescere / C’hanno mentito
September 21, 2011, 1:39 pm

In questi giorni ho sistemato un po’ il network e piano piano sto aggiornando anche l’Insane Wonderland con tutti i layout passati.
Mi sono ricordata, mentre tabellavo immagini e correggevo codici, di un’affermazione alquanto WTF di Kanon, qualche giorno fa, riguardo Natale.
Questo, più o meno, il dialogo che abbiamo avuto: “[...]tra l’altro, devo anche cominciare a vedere di cosa regalarti per Natale!“, “Ma non è un po’ presto per pensare a Natale?“, “No, anzi! L’anno scorso ho ordinato la roba a Novembre e non è arrivata in tempo, quindi quest’anno devo cercare prima!“, “Ah… Beh, allora aggiornerò la wishlist!“.

Questo, appunto, mi ha fatto venire in mente che devo aggiornare/sistemare il neonato Undisclosed Desires.
Non mi mancano di certo le cose che vorrei, più che altro mi mancano le idee su come sistemare il tutto, ma non è questo il punto del discorso che volevo fare quando ho cominciato a scrivere.
Il punto è che ci sono davvero UNA MIRIADE di cose che vorrei e la maggior parte di esse richiede un contributo in danaro non indifferente. Ora, ovviamente, ho un’età in cui devo cominciare a rendermi indipendente e per farlo (ecco che arriva il discorso importante, fear it) ho necessariamente bisogno di trovarmi un lavoro.
Ultimamente ne parlo spesso con i miei amici e devo dire che, nonostante ATTUALMENTE, sia l’unica a non averlo, è un argomento parecchio scottante.
C’è chi ha un lavoro da 3 anni e deve cercarne uno nuovo a scadenza del contratto, possibilmente con più flessibilità per poter portare avanti altri progetti; c’è chi ne ha uno temporaneo e si deve barcamenare fra quello e ripetizioni e studio; c’è chi ne ha trovato uno a breve scadenza e già pensa a dove cercare dopo.
Insomma, ognuno di noi si porta in spalla situazioni e motivazioni diverse ma siamo tutti sulla stessa barca, dato che la situazione economica del nostro paese fa schifo e la nostra classe politica fa ancora più schifo della situazione economica. E come noi, tante altre persone, tanti altri giovani e tanti padri e madri di famiglia che devono inventarsi un modo per tirare a campare.
Personalmente, la mia famiglia non ha grossi problemi: certo, 2 anni fa stavamo meglio ma tra tasse, mutui, benzina, bollette e compagnia bella, anche quei quattro soldi che avevamo sono diminuiti. Adesso, nonostante non siamo malissimo, arriviamo a filo a fine mese con le bollette.
Non sto piangendo questa situazione, badate bene, dico solo che vorrei evitare di essere un peso morto per la mia famiglia e vorrei cominciare a godere delle mie fatiche accademiche (se MAI sarà possibile), più che dei loro sudati stipendi.
Insomma, se volessi comprarmi un iphone, ora come ora dovrei chiedere i soldi a loro o aspettare le grandi feste per tirare vicino qualcosa e metterlo via, tipo formichina operaia. Se volessi andare a Tokyo a trovare il mio Bobo, dovrei chiedere i soldi a loro oppure aspettare che torni lui qui. E così per mille altre cose, dalle Action Figures a un rossetto di Chanel (?).
Che le mie motivazioni siano nobili o meno, trovare un lavoro è un punto fisso nella vita di qualsiasi giovane.
Per come vanno le cose ora, so benissimo che è impensabile trovare un lavoro “fisso” (se ne esistono ancora…) o trovare subito il lavoro della mia vita, perciò ho un’idea chiara di come vorrei che andassero le cose. E a questo proposito: quando abbiamo smesso di pensare a cosa volevamo essere da grandi per cominciare a pensare alle briciole da raccogliere al passaggio di altri? Quando ha smesso di essere importante “cosa” volevamo essere?
Dei miei amici (e non lo nego, spesso anche di me) so che lavoro preferirebbero trovare dovendo scegliere, quale sarebbe più comodo tenendo presente determinate variabili ma non sento quasi mai dire: “Vorrei fare il veterinario, perché è sempre stato il mio sogno fin da bambino”.
Forse perché le cose non sono andate come volevano (volevo) o forse perché, anche con la carriera scolastica giusta alle spalle, certe professioni ci sono precluse per svariati motivi (necessità di un lavoro in poco tempo per problemi economici, mancanza di esperienza lavorativa, vecchi che non si scollano dai loro posti, ecc). Insomma, credo che diventare adulti, per la mia generazione, significhi arrendersi.
Arrendersi alla realtà perché, anche se hanno passato l’infanzia a farci credere che saremmo potuti diventare qualsiasi cosa avessimo voluto, anche se ci hanno inculcato dalle elementari che la laurea bastava averla (non importa in cosa) per avere un lavoro fisso subito, la verità è che noi non riusciremo quasi sicuramente ad essere nulla di quello che speravamo di diventare.
Dobbiamo arrenderci a questa realtà e prendere quello che viene, provando sempre a realizzare qualcosa ma senza troppe pretese.
Quindi, lavoro mio, caro, vieni pure nella forma che preferisci, tanto sarà una cosa breve e – spero – indolore. In attesa di quello dopo, e quello dopo, e quello dopo ancora.

A tutti coloro che cercano un lavoro, auguro fortuna e spero di poter essere contraddetta su ogni singola frase negativa pronunciata in questo post. Ganbatte nee!*O*/

E comunque….Che fatica crescere, gente!

 


3 pickles

 
Never give up on the good times
June 15, 2011, 6:34 pm

…cantavano le Spice Girls una decina di anni fa.
Io ero una dolce fanciullina, che anelava disperatamente per avere la loro cassetta da ascoltare con il mio walkman.
Eeeew, quanti secoli!
Ho deciso di aprire un nuovo blog sul mio dominio, dato che ho scoperto di averlo pagato per un altro anno, quindi eccomi di ritorno sul 13th Struggle. <3
Perché un nuovo blog?
Perché il nome del precedente mi aveva stufata e poi perché non ho voglia di riprendere in mano questi ultimi 2 anni e lasciarli sotto gli occhi di tutti. Avevo crato un backup del blog e l’ho riutilizzato per semplificarmi le cose qui, ma tutti i vecchi post sono stati lockati. Rimangono solo per me, chi leggerà non avrà bisogno di appellarsi a loro perché qui si parla di una nuova me.
Nella vita si cambia ma capita più frequentemente di cambiare le nostre idee, più che cambiare noi stessi. In quanto a “changes of mind” questo blog è un esempio pratico di come il mio bipolarismo sensitivo rientri nella categoria ma per una volta, forse, c’è anche qualcosa di più, dietro.
Una nuova consapevolezza. Tacita consapevolezza.
Adesso so cosa farò e come lo farò, almeno per i prossimi 7/8 mesi e non mi interessa se non conosco esattamente dove porterà tutto questo. Mio padre mi ha insegnato con i fatti quanto sia importante mettere un piede davanti all’altro, senza fermarsi, progredendo. Da qualche parte si arriva, poi, soprattutto se si ha un traguardo. I miei traguardi sono stati fissati e non sbaglierò facendo proclami o simili, il vero cambiamento è che da oggi agirò e basta.
Quindi, solo per essere chiara e non dilungarmi inutilmente, siete i benvenuti in questo blog che non è uno dei miei ennesimi changes of mind, quanto più un “made up my mind”.

Sì, la grafica è del vecchio blog; no, la cambierò appena avrò voglia di farlo! ;D


nothing?

 

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